Quando un conducente con patente rilasciata da uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo commette un’infrazione in Italia che comporta la sospensione della patente, si applicano le stesse regole previste per le patenti estere. In pratica, le autorità italiane possono impedire al conducente di guidare sul territorio italiano per un determinato periodo, anche se la patente è stata rilasciata da un altro Paese.
Se l’infrazione è più grave e comporta la revoca della patente, cioè la perdita definitiva del diritto di guidare, si applicano disposizioni analoghe. Questo significa che il conducente non può più guidare in Italia e dovrà eventualmente seguire le procedure previste per riottenere il diritto alla guida secondo le norme applicabili.
Nel caso in cui il conducente non rispetti il provvedimento di sospensione e continui a guidare, la situazione diventa più grave e si procede come se fosse stata applicata una revoca. Se invece il conducente viola un provvedimento di revoca e continua comunque a guidare, si applicano sanzioni molto severe, simili a quelle previste per chi guida senza patente. Questo comporta conseguenze importanti, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista legale.
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