Durante la circolazione, l’uso corretto delle luci è fondamentale per garantire visibilità e sicurezza. I veicoli a motore, quando circolano fuori dai centri abitati, hanno l’obbligo di utilizzare le luci di posizione e i proiettori anabbaglianti. A questi si aggiungono, se previsti, l’illuminazione della targa e le luci d’ingombro.
Per alcune categorie di veicoli, come ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli, l’obbligo di utilizzare queste luci vale anche all’interno dei centri abitati. Questo perché tali veicoli sono meno visibili rispetto alle automobili e necessitano quindi di essere sempre ben segnalati agli altri utenti della strada.
In alternativa alle luci anabbaglianti e di posizione, è possibile utilizzare le luci di marcia diurna, se il veicolo ne è dotato. Tuttavia, questa possibilità è valida solo nei casi in cui non sia richiesto l’uso di altre luci specifiche, ad esempio in condizioni di scarsa visibilità, come previsto da altre norme del codice della strada.
L’obiettivo principale di queste regole è rendere il veicolo sempre visibile, sia di giorno che di notte, soprattutto fuori dai centri abitati dove le velocità sono generalmente più elevate e il rischio di incidenti è maggiore.
Fanno eccezione a queste disposizioni i veicoli di interesse storico e collezionistico, per i quali possono essere previste regole diverse.
Il mancato rispetto dell’obbligo di utilizzo delle luci comporta una sanzione amministrativa. Per l’esame di teoria è importante ricordare che l’uso delle luci non serve solo a vedere meglio la strada, ma soprattutto a farsi vedere dagli altri utenti.
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